Un percorso pieno di barriere
Chi parte svantaggiato rischia di tagliare l’università dalla propria vita sin dalle scuole medie, quando è difficile rispondere alla domanda: “cosa vuoi fare da grande?”
Chi cresce in una famiglia in cui l'università non è mai stata frequentata da nessuno, s’informa meno e più tardi sulle scuole superiori che fanno da trampolino di lancio per le università più prestigiose. Così, senza un'idea chiara, tantissime ragazze e ragazzi si auto-escludono.
Il paradosso è che, a volte, lo sgambetto arriva proprio in classe.
La ricerca di Michela Carlana (Bocconi) ha evidenziato come i consigli di orientamento dati alle scuole medie non siano sempre neutrali. Al contrario, sono spesso influenzati da pregiudizi inconsci, sia a casa che a scuola.
Prendiamo le materie scientifiche. Se una ragazza ha un professore condizionato dal vecchio stereotipo implicito "la matematica è roba da maschi", rischia di essere spinta verso percorsi non STEM, a prescindere dal suo reale potenziale.
-33%
Avere un insegnante libero dallo stereotipo di genere, riduce di un terzo la probabilità che una studentessa venga indirizzata verso un percorso educativo non adatto al suo reale potenziale.
"Gli stereotipi impliciti creano una profezia che si autoavvera, perpetuando le differenze di genere."
Carlana, M. (2019) Implicit stereotypes: Evidence from teachers’ gender bias. The Quarterly Journal of Economics
ERICA E LUDOVICA SANFILIPPO
Bocconi, Classe 2022 e 2024
Il potere dello "Studia, studia"
Lo ripeteva sempre la nonna fin da quando erano bambine, spingendole verso un’opportunità che lei non aveva mai avuto. Quell’incoraggiamento, unito al supporto di una borsa di studio, ha permesso alle due sorelle di varcare le porte della Bocconi e di diventare le prime laureate della famiglia. L’eco di quello "Studia studia" deve essersi propagato tra le mura di casa, rimbalzando avanti e indietro tra diverse generazioni. Dopo Erica e Ludovica, infatti, è stata la mamma a riprendere in mano i libri e laurearsi in giurisprudenza. Poi è toccato alle cugine scegliere d’intraprendere lo stesso percorso. “La nonna è la nonna” dopotutto, chi altro avrebbe potuto spingere un’intera famiglia verso la laurea?